Lettori fissi

Votami

Non si vive di sole presine, eppure...


...credo che molte di voi mi daranno ragione quando dico che si tratta di oggetti che oltre a perseverare le nostre mani in cucina, ci permettono di esercitarci bene nell'arte del cucito
Ed è proprio per questo che appena ripreso il mio corso ho voluto terminarne un paio che mi guardavano con occhi supplicanti da quasi un anno.
Ne avevo realizzato un paio simili lo scorso anno, proprio all'inizio della prima tranche delle lezioni.
Erano molto simili, anche loro con un bel bottone decorativo verde, posizionato però, vicino all'asola per appenderle.
Mentre questa volta, il bottoncino è rosso, più piccolo e l'ho messo al centro.
 Grazie a questa scelta di riprendere dalle presine incompiute, 
ho ripreso l'ago in mano per il punto nascosto, che non facevo da tempo e ora procedo verso nuovi progetti. 
Credo che ormai sia ora di sperimentare punto croce e cucito, ovvero assemblare qualche piccolo ricamino alle stoffe per affinare la tecnica acquisita.
Ho già qualche idea che mi frulla per la testa.
Allora ragazze, vi aspetto prossimamente su questi teleschermi per la prossima puntata.
Buona domenica a tutte...

All'inizio sembrava la corsa più pazza del mondo...


...con ostacoli d'ogni tipo...
poi, pian piano, ho riacquisito una certa sicurezza e con questa sono riafforati i cento insegnamenti della mia insegnante di cucito.
 
 Punto dritto, zig zag, solleva il piedino e soprattutto:
"vaiii piaaanooo".
Si, mi sono ricordata pure quello ;)
Qualche giorno fa ho ricominciato ad esercitarmi per poter riprendere a pieno ritmo il mio amatissimo corso.
Quindi ho pensato fosse arrivato il momento di *osare*.
Ricordavo di aver ricevuto dei regalini da Chicca de
ben impacchettati in due tipi di bustine cucite nella carta.
Al tempo ricordo di essere rimasta affascinata oltre che dal contenuto, manco a dirlo, anche dall'idea del cucire questo materiale. Rigiravo le buste tra le dita, ammirata.
Ebbene, le ho realizzate anche io, e sapete che vi dico?
 Aveva ragione Chicca: era semplicissimo!
Questi sono i prototipi inviatimi. Lei ha utilizzato carta da pacchi:
 Mentre questa è la mia prima busta:
Scusate la foto.
Lei ha realizzato la sua busta cucendo solo sui lati lunghi, io ho preferito fare più cuciture.
Già per questo sono molto soddisfatta, ma c'è un *plus*:nel mio decluttering di questo periodo sono riuscita a buttar via un bel po' di vecchi appunti ormai desueti dell'università.
Confesso che quando in passato leggevo che Katia del blog
riciclava le pagine di vecchi libri della facoltà senza alcun senso di colpa,
non riuscivo a immedesimarmi.
Ora invece, è tutta un'altra musica anche se non ho ancora sperimentato il passo dei "libri inutili" trasformati in altro, ma ci sto lavorando e sono determinata, ho comunque provato a utilizzare gli appunti.
E' già una gran cosa!
Torniamo a noi, direi che l'unica differenza tra la mia busta e quella di Chicca è il contenuto:
la mia conteneva una spiegazione della "compensazione" di dir.civile ;)
Mi sarei potuta fermare, ma presa dalla foga mi sono spinta oltre.
Altra prova.
Busta più chic di Chicca:
Me la sono osservata per bene e sono andata avanti con la stessa busta di prima, utilizzando dei metodi un pò rozzi, ma ho comunque ottenuto il risultato voluto:
 Ho ripiegato un paio di volte la busta, praticato 2 fori con un portamine e creato la chiusura con un avanzo di filo da ricamo.
 Missione compiuta!
Che soddisfazione!
Voi avete mai realizzato buste di questo genere?
Avete suggerimenti per abbellirla e/o modificare la tecnica?
Aspetto i vostri consigli. 
Buona giornata a tutte

Un po' di vintage per apprezzare ciò che si ha già in casa



Da qualche tempo devo usare solo sale iodato, 
così sono partita alla ricerca forsennata di nuovi barattoli
che mi permettessero di distinguerlo dagli altri che contenevano quello normale.
Avevo delle idee, ma ogni volta rimanevo delusa dai contenitori che trovavo in commercio e desistevo.
Ciò ha provocato qualche inutile spargimento di ...sa...le e parecchia insoddisfazione.
Poi mi sono ricordata di questi barattoli credo del caffè ( si sono riprodotti i chicchi sui coperchi), che mio padre usava quando ero bambina e, all'epoca trovavo in ogni casa.
Problema risolto:
un tocco vintage per la mia cucina e finalmente il sale al suo posto.
Ve li ricordate???
 

Torta allo yogurt: modifiche e piccoli trucchi


 La torta allo yogurt fa parte dei miei cavalli di battaglia per la prima colazione: buona, veloce e leggera per il portafoglio.
Una torta che accontenta tutti nelle varie versioni che ho sperimentato.
Ebbene, quando pensavo ci fosse ben poco ancora da rivisitare, complice un programma televisivo in cui sono incappata per caso (non guardo molto la tv), ho deciso di provare a sostituire lo zucchero bianco con quello di canna, lasciando tutto il resto invariato. (La ricetta la trovate sulla destra).
La torta si presenta un po' più scura per via dello zucchero grezzo. Ma, a parte ciò è:
BUONISSIMA!
Però, siccome non ero certa del risultato e, ho sempre il solito problema per cui per lavare il frullatore, (attività che detesto con tutte le mie forze), devo avere un validissimo motivo che traduco nella mia massima personale,
 * una torta esce dal forno e l'altra entra* , ho deciso di farne anche un'altra, sempre allo yogurt, classica.
E in questo caso ho sperimentato un ALTRO TRUCCO: ho aggiunto, oltre al lievito, la PUNTA di 1 CUCCHIAINO di BICARBONATO.
 Il risultato è stato davvero strepitoso.
La torta rimane più morbida del solito.
Quindi...sperimentazioni promosse.
 Ho letto in alcuni blog che, in realtà ci sono delle ricettine semplici per autoprodurre il lievito sia per il dolce che per il salato.
Mi riferisco al connubio: limone e bicarbonato di sodio, oppure mezza arancia e bicarbonato di sodio, o ancora...aceto e bicarbonato di sodio. 
Li avete mai provati? Mi piacerebbe sapere i vostri pareri.
Buona giornata

 
 

Lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo...



...no, non è la pubblicità del telefilm del momento, ma la dura realtà cui mi ha messo di fronte, negli ultimi giorni, il mio cellulare.
Le ho provate tutte: svuotato la cache, di cui ignoravo pure l'esistenza (quante cose si imparano!), eliminate 2 applicazioni, tolte tutte le foto (la maggior parte erano già passate in cd per fortuna), cancellati tutti i messaggi (per pigrizia e per affetto verso alcuni non era stato mai fatto). Niente! Poche e fittizie soddisfazioni in una lotta contro il tempo. La parte piacevole della storiella è che aggiorno abbastanza spesso una, forse anacronistica, ma tanto tanto comoda rubrica cartacea e quindi quella parte del lavoro è stata poco fastidiosa.
 I cari vecchi metodi sono davvero impagabili!


Si, lo so, ormai ci sono dei modi per salvare alcuni dati senza buttare tempo in velocissime copiature. 
Ma, è un discorso che non attacca molto con una come me che, forse perchè un pò impedita o forse perchè doveva fare di testa sua e basta, un'altra volta con questo giochino ha perso davvero tantissimi numeri.
Detto ciò, aldilà del fatto che ahimè dovrò comprarmi un altro cellulare, questo mi ha portato a riflettere sulla possibilità reale di riuscire a liberarmi di molto.
Decluttering, declutterin, decluttering, fortissimamente decluttering, ossia liberarsi dell'inutile per vivere meglio...
il tutto senza traumi.
Ho così iniziato un lavoro certosino, che, ci tengo a precisare , non è la prima volta che faccio.
Ma, forse questa è una svolta nella mia vita perchè sono riuscita a liberarmi di cose cui non avrei mai pensato di poter rinunciare.
E invece, MAI dire MAI...
Ho iniziato con il frigorifero: addio biglietti di mostre, cinema, funivie . Sono certa che Chagal e Doisneau non se la prenderanno. 
Ricordi cartacei di viaggi che prima mi creava scompenso solo l'idea di avvicinare al cestino, ora non hanno provocato nulla in me.
Depliant, piantine di musei e città sono partiti per un viaggio di non ritorno.
Poi ho deciso che avrei messo mano tra il materiale dell'università. Parliamoci chiaro, ho studiato giurisprudenza, cosa me ne faccio di codici stravecchi? E di fascicoli del Sole 24 ore di almeno 20 anni fa in cui campeggiava un bel cartellino con scritto "leggere", e io non ho mai avuto il tempo neppure di sfogliare (alcuni si, ma sono comunque davvero desueti)? E di tutto il materiale, codici compresi del mio amatissimo stage di diritto processuale penale francese fatto in Bretagna nel 2000 (conservato come una reliqua)?
NULLA.
Ed eccomi qui a mostrarvi il risultato parziale del mio operato che mi ha portato non poche 
ENORMI SODDISFAZIONI:
 Ma perchè insisto sul MAI DIRE MAI?
Perchè quello che sto per mostrarvi è da encomio, da medaglia d'oro al merito da ritirare riiigorosamente da VIVA, ci mancherebbe: è l'unica condizione che pongo, altrimenti ne faccio a meno volentieri... come ricevuta ;)
Eh sì, sono riuscita a buttare le mie preziosissime agende: mi hanno accompagnato in momenti belli e meno piacevoli, vi ho annotato orari di lezioni, piscina, palestra, numeri di telefono (quelli li ho ricopiati se non l'avevo ancora fatto. Abbiamo capito che in questo post l'argomento *telefono* è condicio sine qua non), date di compleanni, anniversari, mostre interessanti da visitare e tanto altro.
Prima di salutarle per sempre ho dovuto risfogliarle per verificare se ci fosse qualcosa di importante da copiare. Sono saltata indietro di anni, ho riso, mi sono data della sciocca, mi è scesa anche qualche lacrima, ed infine ho fatto ciò che avevo deciso: diviso le copertine dalla carta ringraziato e salutato per sempre.
Dal mio decluttering ho ricavato comunque un bel bottino:
prima di tutto SPAZIO, 
e poi carta per appunti
Alcune copertine plastificate di appunti rilegati, già pronte per essere lanciate nel cassonetto della plastica e sono stata salvate solo perchè ho valutato un riciclo intelligente grazie a Santa Big shot
 una meravigliosa quanto integra scatola di matite acquarellabili

Tantissime cartelline in plastica trasparente che sono vendute a peso d'oro
 Una pallina da tennis che non rimbalza più e farà felice Ares, il cane del vicino (non chiedetemi cosa ci facesse una pallina da tennis in mezzo ai libri:  non è che non voglia rispondervi...è che non so la risposta)
E poi altri due oggetti cui non sono ancora pronta a far uscire di casa. Abbiamo tutti dei limiti!
Il cubo di Asterix che spero di riuscire a aggiustare
E questo preziosissimo cimelio, che ha segnato una svolta nella mia vita di bimba della scuola media che non era mai stata attratta dagli autografi e ha dovuto superare tutta la sua timidezza per avvicinarsi all'artista di cui la sua mamma le aveva sempre raccontato la storia e...trovare il coraggio di chiederle una firmetta. 
Tutto sommato è abbastanza comprensibile: 
riuscite a defifrarlo?
E' l'autografo di Carla Fracci, incontrata la sera prima di una sua recita, tra il pubblico a vedere un altro spettacolo cui anche io assistevo con la classe di allora.
Mi ricordo che una mia compagna, ben più temeraria di me, mi aveva confidato che dopo aver avuto l'autografo era riuscita ad accarezzare il suo collo di pelliccia. Una rivelazione che mi aveva lasciato perplessa. Oggi quando incrocio quella mia ex compagnetta ormai mamma, l'istinto è sempre uno: chiederle come le fosse venuto in mente di fare una cosa che avevo reputato stupida anche allora. Poi il buonsenso prevale e lascio perdere...
Ora vi saluto e vi auguro una piacevole e serata.
Io vado a fare un'altra ricognizione in vista del prossimo acquisto... 

 

Regali di compleanno


Chi mi conosce sa che non amo fare pubblicità nel mio blog,
ma di fronte a tanta maestrìa non posso fare in modo diverso.
Quest'ultimo compleanno, infatti, ho ricevuto queste meravigliose borse, fatte a mano e provenienti dall' Atelier Cri Cri di Cagliari. Per capirci, lo stesso "negozio" che ha partorito la mia borsa di Mary Poppins.
 Il primo è il regalo fattomi da Mister R.


La borsa ripropone una coppia in abito tradizionale cagliaritano. 
Il tutto realizzato rigorosamente a mano, come sempre.
Per trasportarla, è stata fornita un'altrettanto splendida busta fatta anche questa a mano da Cristiana Arangino, la creatrice di tutte queste meraviglie


Confesso che non oso mai buttare queste buste perchè le reputo dei gioiellini .
Poi è stata la volta del mio amico Filippo,
anche lui per andare sul sicuro, si è rivolto allo stesso Atelier. 
Quindi borsa


questa volta c'era anche la custodia





 busta


Che meraviglia!!!
Comunque per farvi capire quanto sia difficile dar via anche solo le buste di Cristiana, voglio mostrarvi quella che conteneva un regalo fatto un paio d'anni fa a mia sorella


Vi dico solo che, mentre portavo a casa il regalo confezionato dentro questo autentico capolavoro, sono stata fermata non so quante volte da persone che mi chiedevano da dove provenisse.
Come non capirle?

Riprendono le grandi manovre in cucina...


...così, lo scorso fine settimana, 
mi sono rilanciata nella preparazione degli involtini Shangai
di cui vi rimando alla ricetta già pubblicata.
Non so da quanto tempo non li facevo.
Fatto sta che ho ripreso, come si suol dire, come se non ci fosse un domani.
Scusate la foto: non è il massimo, ma alla fine della preparazione ero sfatta.

Poi ho capito il perchè di tanta stanchezza:
di solito non li preparavo con 30°...
ma aspettavo almeno l'autunno.
Invece, questa volta,
non c'era santo, dovevo farli e basta.
Non c'è un'occasione particolare eppure ogni giorno che rimandavo non ero contenta.
Vabbè, che devo dirvi? Sono soddisfazioni pure queste!